Sono sempre stato affascinato dalla maestosità delle chiese. Fin da quando ero bambino entrando in chiesa mi piaceva assaporare il silenzio avvolgente dello spazio vuoto: avvolto nella penombra godere dell’architettura delle navate, delle volte e delle cupole. Mi piaceva immaginare quelle geometrie come qualcosa di astratto; un insieme di forme all’interno delle quali vedere i miei pensieri e le mie paure.
Il progetto, iniziato diversi anni fa, mostra gli interni di chiese italiane e straniere. La ripresa è sempre al centro dello spazio ed evidenzia la simmetria della costruzione sacra; lo sguardo è sempre rivolto verso l’alto come quello del fedele che prega rivolto a Dio.
Il lavoro conta oltre 50 fotografie prodotte soprattutto in Italia ma anche in Francia, Spagna, Polonia, Lituania, Slovacchia, Croazia, Austria e Svizzera.
Per me la fotografia è lentezza, contemplazione: fotografare è una specie di catarsi nella quale si diventa parte dello spazio. Fotografare è trovare la giusta posizione geometrica, quella che mi permette di essere in armonia con le forme circostanti, in relazione con il mondo.
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